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Angeli: Il Messaggio Nell’Arte

Dante incontrò tanti angeli nel suo viaggio tra Inferno, Purgatorio e Paradiso. In compagnia di Virgilio, sulla spiaggia del purgatorio, egli abbassa lo sguardo alla vista de l’ uccel divino, il traghettatore delle anime che devono purificarsi.

William Blake, Illustrazione della Divina commedia di Dante. 1824-27. Water colour, ca. 37x52 cm

William Blake, Illustrazione della Divina commedia di Dante. 1824-27. Water colour, ca. 37×52 cm

Gli angeli sono di solito immaginati come figure benevole, messaggeri speciali o intermediari tra Dio, lo spirito ed il mondo materiale.

Ciò nonostante, come da tradizione teologica, anche nella Commedia di Dante gli angeli non sono sempre contenti e neppure sempre buoni; è sufficiente menzionare Lucifero, l’angelo che più tra tutti brillava e che cadde nel più profondo angolo dell’ inferno. Nella tradizione cristiana, bisogna dire che gli angeli sono delle entità senza corpo ed essendo i demoni ritenuti altrettanto eterei, per estensione logica, sono anch’ essi degli angeli.

Ciò che di per sé quindi è definito surreale, viene tuttavia rappresentato antropomorficamente. Un esempio è la moltitudine dei piccoli angeli che pullulano nei dipinti delle chiese barocche. Essi rassomigliano a dei fanciulli perché, si riteneva che gli angeli fossero proprio le anime dei bambini prematuramente scomparsi.

Le maggiori religioni monoteistiche, l’ Ebraismo, il Cristianesimo e l’ Islam, condividono il credo che gli angeli esistano e siano delle entità spirituali. Nell’ Islam, per tradizione, gli angeli sono nati dalla luce anche se, tuttavia, nel Corano la cosa non è menzionata.

Gabriele è, per esempio, uno degli Arcangeli riconosciuto da tutte e tre le Fedi; nella religione ebraica è menzionato come גַּבְרִיאֵל e in arabo è chiamato Jibrīl or Jibrā’īl.

Nel Vangelo di Luca l’ arcangelo Gabriele annuncia la nascita del figlio Gesù alla Vergine Maria, una donna ebrea non sposata (Luca 1:26-38). Si può trovare una precedente annunciazione già nel libro della Genesi, il primo libro della Bibbia accettato sia dai cristiani che dagli ebrei, nel quale si descrive un angelo che appare ad Agar, per annunciarle l’ imminente nascita di suo figlio Ismaele (Genesi 16). Nei testi sacri dell’ Islam, ritroviamo invece l’ arcangelo Gabriele (Jibrīl) apparire alla stessa Agar (Hājar) mentre cercava nel deserto dell’ acqua per il suo piccolo Ismaele (Ismā’īl), figlio di Abramo.

Mentre nell’ emisfero nord la stagione fredda e buia s’infrange al brillare delle luci natalizie, noi di Dantemag abbiamo pensato di regalarvi uno speciale ed insieme apriremo una piccola finestra sul mondo degli angeli attraverso le più significative opere dell’arte figurativa cercando per voi quei messaggi che hanno reso visibile l’invisibile

Con un soffio di ironia, apriamo il sipario sulla nostra Galleria d’arte con questo capolavoro, del XV secolo:

Madonna del Parto. Di Piero della Francesca

Un affresco che potete osservare a Monterchi, un piccola cittadina vicino ad Arezzo.

Piero della Francesca, Madonna del Parto,1467. Fresco, 260 x 203 cm.  Monterchi (Arezzo)

Piero della Francesca, Madonna del Parto,1467. Fresco, 260 x 203 cm. Monterchi (Arezzo)

Due angeli in posizione speculare tra loro, aprono questo metaforico sipario rivelando una Vergine Maria. Il dipinto la mostra in evidente stato di gravidanza ed è in questa scelta raffigurativa che troviamo lo straordinario valore dell’opera. Una “trasgressione” antecedente a quanto stabilito dal Concilio di Trento (1545-63) che aveva indicato le regole anche su cosa fosse permesso rappresentare nell’ iconografia cristiana. Gli angeli al suo fianco sembrano aprire al mondo per offrire un’immagine che parla di vita, di una imminente nuova nascita.

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