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La Donna Nella Civiltà e Nella Storia

Riordinando tra oggetti e memorie di una prozia, trovai uno scritto del 1903. Titolava “La donna nella civiltà e nella storia. Un piccolo fascicolo ingiallito dal tempo che l’autrice, Maria Compostella, le aveva dedicato a ricordo della conferenza tenuta al Circolo Sociale di Treviso. Incuriosita mi misi a leggerlo.

Di Elisa Nocca

La donna è la grande modificatrice della Psiche sociale – Esordisce così l’autrice ed affascina immediatamente lo stile della sua scrittura d’altri tempi – Nelle prime società, la donna appariva incolore e in una condizione di iniqua minorità, era più una cosa che un essere umano, libertà e moralità erano facoltà inesistenti. Maria Compostella prosegue seguendo un percorso della donna attraverso la linea del tempo e indica il matrimonio quale primo fondamentale passaggio al cambiamento. Per greci e latini fu il passaggio dall’unione accidentale degli istinti naturali al consorzio di un legame che contemplava diritti umani.

Il successivo fattore che preparò la donna ad una virtù civile fu la Religione. Dai templi a Venere le si conferì sempre più il ruolo di governante della famiglia, ottenendo un rispetto sia privato che pubblico. La legge che permetteva al marito di vendere o uccidere la moglie, perché di sua proprietà, da questo momento perse valore. Tuttavia la donna nell’antichità non aveva ancora una oggettiva libertà di espressione e sarà il Cristianesimo,secondo l’autrice, a dare impulso ad una primordiale forma di – relazione”. Con l’educazione cristiana infatti alla donna è concesso di viversi esprimendo sia gioie che dolori, sebbene,con pudore. Nei secoli a venire si esalterà sempre più il modello ”celeste”, per amore e bellezza, fino ad ispirare le liriche di Dante per Beatrice; ma aldilà dell’ immaginario poetico, nella realtà, la donna viveva ancora un tormentato percorso evolutivo descritto dalla stessa autrice con efficace crudezza : … e di quanta grandezza altre donne sono state capaci? Se si pensa al duro compito delle tante sacrificate alle nozze e alle maternità, costrette a vivere eroicamente torture del corpo e dell’anima sepolte nell’oscurità della solitudine. Nonostante quindi, per le più, non vi fosse un quotidiano facile secondo la Compostella … questi tre fondamentali passaggi ossia matrimonio,religione ed educazione cristiana, hanno avuto l’effetto di temprare donne forti e gentili, risolute ed ardenti di cui tutta l’Europa ha tratto benefici quando arrivarono i tempi delle battaglie tra le Nazioni-.

Per meglio conoscere la scrittrice cerco notizie in rete, l’intestazione del fascicolo dice: Professoressa Maria Nob. Compostella, due soli indizi quindi oltre il nome. Non si trova granché. Pare fosse docente di storia all’Università Cà Foscari di Venezia alla fine del 1800, ma la fonte non è ufficiale. Una donna nata, verosimilmente, nell’epoca delle guerre di indipendenza,nel Risorgimento. Un altro dato trovato riguarda il suo cognome che testa solo l’effettiva esistenza di una famiglia nobile in Veneto, vicino alla città di Treviso. Di certo di lei abbiamo prova che fosse una donna dotta,perché professoressa e che vantava una carriera illustre. Nessuna immagine,nessun’ altra memoria .

Continuando nella lettura, Maria Compostella svela, riga dopo riga, un sottile distinguo nei comportamenti femminili: L’influenza che una donna può avere,sull’anima, sull’educazione e sugli umani destini è grande e potente. La prima donna in cui si imbatte un giovane quasi sempre non è il suo primo amore, ma in egli si formano pensieri e azioni che durano tutta la vita. E’ sconfortante anzi doloroso che i capricci d’una donna inerudita o disonesta usurpino il governo di un’ animo esercitato a studi e fatiche … ma il mondo andrà innanzi sempre così. – Tuttavia, nonostante questo dato di fatto, non considera minimamente opportuna una competizione di stile tra donne ; – La donna è custode dei segreti, la sua lungimiranza è una traccia luminosa. L’aria non si schiuse mai dietro lo scoccare di una freccia! Così alle donne educate agli insani piaceri,alle filatrici di amore criminoso con le frasette d’uso spetta solo l’ambizione di apparire. Quando non sarà esempio di dignità niente crescerà sano attorno a lei.”.

Liquidando quindi con meravigliosa eleganza un eventuale confronto, Maria Compostella suggerire alcune “raccomandazioni”: – … Si ama la donna che da tutte le cose meno pure e gentili sdegnosamente rifugge … Ed in quanto donna , questo sarà sempre nella sua natura,con una forza impossibile da misurare, da prevedere talvolta da comprendere. Per l’uomo sarà ammirazione e tenerezza, sarà lacrime, gioie. Lei saprà sempre ispirare l’umanità … Che raccolta nella sua casa, parli di fede e di imprese gloriose per le libertà, che curi l’economia senza essere gretta, sia istruita senza essere scienziata. Tranquillamente allegra ,sincera e segretamente indulgente. Che all’occasione sappia per lui farsi umile schiava, non per incosciente passività ma solo per concedere all’uomo la voluttà del comando.

Infine, Maria Compostela , donna di carriera, considerava l’emancipazione femminile con molto sospetto … Partecipiamo ai nuovi benefici del tempo,abbiamo avuto accesso a studi classici quanto industriali e professionali. Scuole istituite per la donna ma che vorrebbero la donna con modi virili,educandola a stimare solo ciò che giova e piace. Occorre profonda attenzione a stravolgere l’idea naturale di ogni cosa! ..-Forza e logica sono all’uomo, nell’animo femminile invece sentimento e immaginazione prevalgono sulla ragione, cosicché, pensare di invertire gli equilibri guasterebbe ogni cosa.. l’amore vero ha la sua forza nella sua debolezza, la sua potenza nel diritto di avere protezione … – Come l’idea del cavallo è l’agilità, dell’uomo l’ardimento, così, della donna, è l’affetto e la tenerezza. Se le togliamo questo non solo vedremo scomparire ogni sua attrattiva ma si romperà l’armonia dei contrasti … perché è per l’armonia tra contrapposti che si ha ordine nell’universo,non va dimenticato!

Per l’ autrice questo non significava affatto rinnegare se stesse anzi lo afferma più in là nello scritto la donna deve sentire se stessa nell’intendimento per cui è creata. Deve combattere per il suo ideale, che sdegni il giudizio ingiusto e volgare, che offesa taccia e perdoni.

Va ribadito che ogni ragionamento del suo scrivere risale a più di un secolo fa ma Maria Compostella ha lasciato un chiaro appello : Rimanere fermamente e saldamente donne. Continuare imperterrite quindi a tessere le trame e gli orditi del tessuto sociale con le modalità di una femminilità precisa.

Si potrebbe dire che, in tutto il suo pensiero, gli equilibri dell’identità della donna nella relazione sono protetti dalla chiarezza delle diverse essenze: l’uomo è forza e la donna sentimento, uniti quasi più dalla distinzione nei modi di agire che dell’essere. Come due fili sottilissimi, mentre la donna da senso alla forza, l’uomo rinforza il sentimento! Ma questo era l’equilibrio del suo tempo. E in questa dialettica si nutriva “ l’armonia dei contrapposti”

Cosa le si potrebbe raccontare di noi donne d’oggi? Vorrei rassicurarla, ma ironia a parte non è semplice descrivere una contemporanea “selva oscura”. Oggi sembra perso quel distinguo; entrambe le condizioni, forza e sentimento, appartengono sia all’uomo che alla donna. Così il confronto e la crescita di cui aveva diffidenza riguarderebbe più il “come” queste due anime possono dirsi in armonia, piuttosto che “a chi” spetta, per prassi o diritto, di considerarle propria prerogativa ed è questo che rappresenta una grande evoluzione .

Dopo aver lottato secoli in silenzio, tessendo quella trama del tessuto sociale, ci si è adoperate e devastate in due vicinissime guerre mondiali, nei cortei di piazza, ottenuto consensi, libertà di espressione dei verbi e delle pulsioni, conquistati potere politico e direzionale. Insieme all’uomo si è contribuito a nuove tecnologie; siamo nell’epoca della velocità cibernetica, che fa si ,che in tempo reale, tutti possano parlare con tutti e in tutto il mondo, bypassando frontiere, incontrando culture. Ci sono molte conquiste per un modello di comportamento con più interazione della donna con l’uomo … Talvolta,va detto, la fusione dei diversi comportamenti sembra creare confusione nei modi così accade che la donna della virilità acquisita ne faccia un vezzo mentre l’uomo, del suo vigore,si limiti a descriverne il senso.

Purtroppo non esiste ancora effettiva uguaglianza nei diritti civili;. Nel mondo oltre 70.000 donne, ogni anno, vengono uccise nel delitto di femminicidio. Per non contare quante altre migliaia ripiegano in se stesse le proprie dignità e sogni soccombendo a diverse violenze. Questo all’uomo, per mano della donna, non accade con la stessa frequenza.

Quindi ci stiamo muovendo contemporaneamente su due vie parallele … L’incoscienza che segna la via della follia ed il coraggio che traccia quella dell’ordine. La nostra identità di donna è cambiata perché le regole del gioco tra le parti sono cambiate. Forse si continuerà a cadere, ma l’importante è rialzarsi per riprendere a correre ed andare oltre.

 

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