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Gioia e Malinconia

Una cantante ed un pittore, entrambi miti di una epoca, sono i protagonisti a Vienna di un incontro artistico. Juliette Gréco dedica la sua voce alle opere di Henri de Toulouse Lautrec.

Di Reya von Galen

In occasione del 150° del BA Kunstforum si è aperta, nella capitale austriaca, la mostra dedicata all’artista francese Henri de Toulouse Lautrec. Con  più di cento lavori di “fin-de-siècle” gli organizzatori propongono, al grande pubblico, il lato meno noto del grande artista.

Il momento clou delle serata di inaugurazione è stata l’esibizione della leggendaria chansonnier Juliette Gréco che, nata a Montpellier nel 1927, è salita sul palco per incantare ancora il pubblico con le sue canzoni.

© leisure.at/ Roland Rudolph

© leisure.at/ Roland Rudolph

© leisure.at/ Roland Rudolph

© leisure.at/ Roland Rudolph

La mostra dei lavori di Toulouse Lautrec rimarrà aperta fino al 25 gennaio 2015 per raccontare il lato più oscuro dell’artista morto di sifilide all’età di 35 anni. Discendente da una aristocratica famiglia francese egli era affetto da una menomazione congenita che, più avanti negli anni, lo porterà ad un forte esaurimento nervoso.

In età adulta raggiunse solo un metro e mezzo di altezza, con un torso ben sviluppato ma con le gambe rimaste come quelle di un bambino; ad aggravare gli effetti di questa conformazione anche una menomazione genitale che gli rese impossibile vivere una vita sessuale normale. Queste condizioni potrebbero, in parte, spiegare la sua dedizione esagerata all’ alcool e il bisogno di sublimare la frustrazione, oltre che nella creatività, nella costante ricerca di affetto .

 

© leisure.at/ Roland Rudolph

© leisure.at/ Roland Rudolph

The Woman with the Black Boa", 1892, Musée d'Orsay, Paris, donation by the Countess Alphonse de Toulouse-Lautrec, mother of the artist, 1902 © RMN - Grand Palais (musée d'Orsay) / Hervé Lewandowski

The Woman with the Black Boa”, 1892, Musée d’Orsay, Paris, donation by the Countess Alphonse de Toulouse-Lautrec, mother of the artist, 1902 © RMN – Grand Palais (musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski

© leisure.at/ Roland Rudolph

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© leisure.at/ Roland Rudolph

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© leisure.at/ Roland Rudolph

© leisure.at/ Roland Rudolph

Lautrec passò, così, gran parte della sua vita tra i bordelli e divenne grande amico delle prostitute che bene immortalò nei suoi posters, ritraendole spesso in coppia con pose provocanti. Era una figura tragica che mascherava il suo destino dietro l’euforia dei night-clubs in Montmartre, di cui era assiduo frequentatore; una familiarità perfettamente descritta nei suoi stravaganti poster e per i quali divenne famoso precursore della moderna pubblicità

Classificato alla stessa stregua di Cézanne, Van Gogh e Gauguin, Toulouse-Lautrec e’ considerato uno dei grandi pittori impressionisti e deve la sua influenza ad artisti come Manet e Degas.

Juliette Greco - © Gréco

Juliette Greco – © Gréco

Assieme ai suoi capolavori più famosi, nella mostra di Vienna, si possono ammirare quindi anche quelli meno conosciuti ma che esprimono, con sincera introspezione, la vera anima dell’artista. Per l’occasione sono esposte opere provenienti dal Metropolitan Museum di New York, dal Museo d’Orsay di Parigi o dal J.Paul Getty Museum di Los Angeles e, non ultimo, dal Musée Toulouse-Lautrec di Albi, la sua citta natale.

 

© Gréco

© Gréco

Juliette Greco 5 © Gréco

© Gréco

© Gréco

© Gréco

Juliette Greco - © Gréco

Juliette Greco – © Gréco

La bravura dell’autore sta nell’abilita di osservare e catturare nelle sue opere i piccoli gesti della quotidianità di quel tempo che, distanziandosi dal mondo, lui descrive affascinando lo spettatore. Quei piccoli spaccati di vita, uniti all’emozionante voce della grande dama della canzone francese Juliette Gréco, hanno reso l’inaugurazione della mostra un’occasione memorabile.

Lei, vestita in abito lungo e nero a risaltare il suo bellissimo viso, ha deliziato l’audience con un repertorio di canzoni firmate dai suoi autori francesi preferiti: Jacques Prévert, Jacques Brel, Léo Ferré e Serge Gainsbourg .

Musa di Jean-Paul Sartre, l’esponente di spicco nella scena letteraria della rive gauche parigina,  moglie di Michel Piccoli, con lo charme di sempre e con la sua voce roca unita ad una sensualità senza tempo- ha evocato i nostalgici ricordi di quel periodo, ormai passato per entrambi gli artisti, dando alla serata un tocco magistrale.

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