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Ricominciare tutto con un Amen! Occidentali’s Karma favorito all’Eurofestival

Di Massimo Gava

Il prossimo 13 maggio Francesco Gabbani sarà uno dei primi tredici a salire sul palco per la sua esibizione all’International Exhibition Centre di Kiev: ascolteremo Occidentali’s Karma nella prima metà della finale. C’è grande attesa per l’artista di Carrara, grande favorito per i bookmaker, che annunciano l’Italia come l’avversario da battere quest’anno.

 

Amen. Normalmente è la parola con cui si termina una preghiera, una liturgia, un aspetto delle cose della nostra vita che magari sono arrivate al capolinea, ma per Francesco Gabbani – il vincitore delle nuove proposte di San Remo 2016 – è stato l’inizio di un percorso che l’ha portato a vincere quest’anno non solo il premio della critica per la seconda volta, ma anche il titolo di San Remo 2017. E adesso tocca alla finale del festival dell’Eurovisione a Kiev il 13 maggio prossimo.

Occidentali’s Karma, sottotitolata dai traduttori dell’Eurovisione come Westerners’ Karma (hanno preferito una parola di uso più corrente nonostante occidental abbia lo stesso significato) è data per favorita dai bagarini inglesi, così almeno riporta il quotidiano “The Sun”.

Come facciano gli scommettitori a dare questi risultati che poi si rivelano veritieri non si sa, certo è che i numeri di Gabbani su YouTube parlano da soli. Siamo a 108 milioni di visite sul suo video, sempre in testa alle classifiche online dei fans dell’Eurofestival, tanto che alcuni si spingono ben oltre, dicendo che Occidentali’s Karma quest’anno non ha rivali.

Sappiamo bene che non possono essere tutti i fan italiani di Gabbani a creare questi numeri: anche volendo, con tutta la buona volontà che ci mettano, sono troppo alti. Nemmeno se mettessimo al lavoro tutti i dipendenti della RAI potremmo raggiungere tante preferenze. E le comparsate che Gabbani ha fatto a Londra, ad Amsterdam e nel resto d’Europa non possono certo aver suscitato questo enorme interesse.

Allora come si può spiegare questo fenomeno?

Ancora ricordo la prima serata del Festival di San Remo, quando Gabbani entra sul palco dopo che alcuni mostri sacri della musica italiana avevano appena sfoderato i loro sermoni a un pubblico di dignitari dalle facce annoiate. Arriva lui e prima di iniziare dice “Io sono qui per farvi ballare” e subito attacca con

“Esser o dover essere
il dubbio amletico,
contemporaneo come l’uomo del neolitico
nella tua gabbia 2×3 mettiti comodo……”

WOW! Questo sì che è un testo figo, mi son detto, e la canzone ha continuato a risvegliare in me una certa attenzione, che è proseguita intatta fino al ritornello.

“AAAA cercasi, umanità virtuale sex appeal
comunque vada Panta Rei, Singing in the Rain….
lezioni di Nirvana, c’è Budda in fila indiana,
per tutti un’ora d’aria di gloria, Allez!
La folla grida un mantra,
l’evoluzione inciampa
La scimmia nuda balla..
Occidentali’s Karma”

Qui si scatena il colpo grosso dell’irriverenza, con un danzatore vestito da gorilla che appare dietro il cantante e i due che fanno insieme un balletto. Fantastico! Lo sberleffo finale.

Finalmente un giovane autore che senza prendersi sul serio ha l’audacia di sfoderare una canzone a San Remo che non ha una singola parola di cuore e amore.

Bisogna tornare agli albori di Nilla Pizzi, che nel 1952, con Papaveri e Papere, ha osato tanto.

Solo che questa volta Francesco Gabbani, eroe di altri tempi, prende in giro il fascino e il modo di vivere occidentale: con la sua canzone fa emergere tutte le contraddizioni di questo modus vivendi che – sebbene non sia affatto celebrato nella vita corrente – sembra essere tacitamente condiviso da molti. Non si spiegherebbe altrimenti il risultato di una canzone in lingua italiana che, senza particolari spinte di major discografiche, riesce ad avere un successo planetario così diffuso.

Il nuovo album “Magellano” uscito in aprile

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La risposta sta nel paroliere Fabio Ilacqua “fattore” di tutte le frasi celebri che si mescolano nel testo di Occidental’s Karma. Fabio si reputa un contadino cui piace la filosofia, non ha un telefonino e odia i social. Però legge Desmond Morris, lo zoologo etologo inglese dal quale “la scimmia nuda balla” è tratto. Nel libro di Morris, “The naked Ape” si racconta come, tra le tante specie di scimmia, l’unica a non avere il corpo coperto di peli sia l’uomo. Ed è con citazioni come questa e il “Panta Rei” di Eraclito, che sembra rifarsi al concetto della fiaba “L’imperatore è nudo” dell’autore danese Hans Christian Andersen. Almeno così viene in un certo qual modo celebrata.

Il balletto finale inventato da Gabbani non è altro che l’irriverenza tipica del bambino che fa lo sberleffo alla mamma che lo ha appena sgridato. Solo che qua lo sberleffo è diretto a un sistema di vita che ha perso un po’ il senso delle cose. Riporta direttamente alla tipica insofferenza italiana, che ha dato al mondo il carnevale per sfuggire alle regole ferree dettate dalla chiesa cattolica nel periodo medievale.

Le regole imposte dalla nuova religione tecnologica che Gabbani prende in giro con la frase “Tutti tuttologi col web coca dei popoli oppio dei poveri” fanno parte di un discorso più ampio, portato avanti da un linguaggio semplice e fresco che di primo acchito sembra essere per una canzonetta, ma che più lo ascolti più sembra prenderti e farti riflettere. Non per niente è riuscito a unire critica e voto popolare, cosa assai difficile in un paese diviso su tutto per tradizione. E questo di per sé è già un successo incredibile.

Al momento del verdetto del vincitore della 67a edizione del festival della canzone Italiana i due finalisti sono Gabbani e la favorita per eccellenza Fiorella Mannoia: mi son detto vedrai che arriva secondo come con Papaveri e Papere della Pizzi.

L’anno precedente aveva vinto un gruppo storico, mentre la giovane vincitrice di un’edizione di XFactor, Francesca Michelin, era arrivata seconda. Sembrava – senza togliere nulla al gruppo degli Stadio – che San Remo fosse ormai una celebrazione della tradizione canora, più che l’avvento del nuovo.

Ma le cose possono sempre cambiare e questa volta c’è stato un desiderio di rinnovamento o meglio, di rinascimento (parola che qui a Dante amiamo molto). Ecco così emergere con Occidenatli’s Karma una “nuova Italianità”, già fenomeno di esportazione, che Francesco Gabbani presenterà a Kiev.

Ora, le regole di voto non permettono giustamente che il paese di origine voti per il suo candidato, ma se gli internettologi del web lo danno tra i vincitori, chissà. Forse l’oppio dei poveri potrà dare gli albori a una nuova star internazionale. Già immagino la faccia di Gabbani a questa frase. Lui, sempre molto modesto e composto nei suoi comportamenti. Non dimentichiamo che Celine Dion e gli Abba sono tutti nati dal più grande evento televisivo del pianeta: l’Eurofestival, infatti, è visto più del tanto celebrato Super Bowl americano e celebra nel suo mantra la diversità .

Dunque Occidentali’s Karma è perfetta anche in questo: non c’è nulla di meglio che celebrare la diversità dei popoli europei attraverso le citazioni culturali di autori e filosofi che hanno influenzato nei millenni tutta la cultura europea, che ha così bisogno di ritrovare una propria identità. E se questo avviene anche con uno sberleffo divertente alle istituzioni non ci trovo nulla di sbagliato, dopotutto l’umorismo salva tante situazioni, chissà che non possa aiutare anche questa. Utopia virtuale cercasi? No, solo tanta voglia di sdrammatizzare le cose che giornalmente ci affliggono e ritornare un po’ alle origini di una vita “biologica”.

Che dire, niente male per uno che voleva dire amen a tutto. Non possiamo che fare a Francesco i nostri migliori “in bocca al lupo” e comunque vada, non sarà facile per il resto del mondo, quest’estate, essere immuni al balletto di Occidentali’s Karma. OMMMMMM!

Foto Francesco Gabbani – Credit: Chiara Mirelli

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