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Una cambiamento epocale nelle cura delle patologie femminili.

Troppe donne sono state lasciate all’ oscuro sulle nuove possibili tecniche chirurgiche per l’isterectomia. La dottoressa americana Lynn Kowalsky racconta, nel suo libro, la propria esperienza umana e di medico che interviene con l’ausilio del robot.

Di Stephanie A. Wishnev

white-bookConosco Lynn da molto tempo perché anch’ io sono chirurgo – gastroenterologo, entrambe lavoriamo in una clinica a Las Vegas e mentre io opero all’ intestino, lei, ginecologa specializzata in oncologia, interviene su altre forme di tumori.

Lynn mi raccontava da tempo di voler scrivere un libro su come, grazie all’utilizzo di nuove sofisticate tecnologie, fosse diventato possibile operare in modo diverso e, sapendo quanto è determinata, si poteva esser certi che ci sarebbe riuscita.

Lynn è stata tra i primi medici ad adottare la chirurgia con l’ausilio del robot; insieme abbiamo fatto il training di specializzazione con più di 1000 casi clinici, poi lei si è specializzata ulteriormente diventando cosi una leader in questo campo. Oggi è tra gli specialisti che insegnano, nei diversi ospedali in tutto il mondo , come operare con questa nuova strumentazione.

La volontà di questo libro era condividere la sua esperienza, ritenendo importante comunicare non solo i suoi riscontri clinici con i colleghi professionisti del settore ma, soprattutto, aprire un dialogo verso tutte le donne che soffrono di determinate patologie. Ed eccone il risultato, il libro è stato pubblicato e quando Massimo Gava, direttore di Dantemag, ci ha suggerito di rilasciare alla sua testata questa intervista, sono stata orgogliosa dell’ idea di contribuire alla divulgazione di questo messaggio e, con l’ occasione, di porre a Lynn delle domande.

La prima domanda forse potrebbe sembrare scontata ma è indispensabile per capire il contesto in cui il libro è nato – Lynn, perché l’hai voluto scrivere?

L’idea è venuta dalle mie pazienti, che ogni giorno mi raccontano i loro sintomi, per poi convergere tutte le loro paure sull’incognita dell’operazione chirurgica . Ho pensato così di “distillare” il complesso gergo medico con un linguaggio più comune, perché trovavo importante che comprendessero bene che cosa sarebbe loro successo. Parlando così, onestamente ed in termini comprensibili, notavo che le loro preoccupazioni si dileguavano. E pensavo – e se mettessi tutto questo nero su bianco, perche no? Ma ciò che mi ha fatto scoccare la scintilla è stato quando una collega , nel raccontarmi la storia di sua madre, ricordava il dolore che dovette sopportare a seguito dell’ isterectomia, tanto che dopo l’intervento subentrò una depressione tale che la portò a tentare il suicidio. Sembra che la signora non fosse mai stata coinvolta né consultata nel processo decisionale, al punto che non le fosse nemmeno chiaro il perché dell’operazione. Dopo l’ intervento si è sentita sfigurata, soffriva d’insonnia, il suo umore cambiò sentendosi violata nella sua femminilità. Il suo medico non l’aveva mai preparata a questi effetti post operatori. Fu un evento profondamente traumatico. La mia amica mi incitò a scrivere – devi raccontare queste cose -mi disse- cosi che altre donne non debbano passare quello che mia mamma ha sopportato.
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Spiegaci allora che cosa dice il libro?

Il libro è stato fatto per le donne che hanno problemi ginecologici, perché possano

capire e riconoscere meglio i sintomi nel loro corpo. E’ anche una guida alle diverse procedure chirurgiche e tecnologiche disponibili in questo momento.

Ma la cosa più importante è che vorrei trasmettere la comprensione delle situazioni, oltre che alle donne, anche ai rispettivi partners, cosi da renderli partecipi, perché possano decidere insieme il processo di cura da seguire.

Non va dimenticato che questi interventi incidono su altri fattori medici, psicologici, oltre il solo aspetto chirurgico.

Molto spesso le pazienti o i familiari non sanno quali domande porre ai medici. Il titolo –Non è più l’ isterectomia di tua madre– è significativo perché il più delle volte le pazienti “guardano” all’ operazione con gli occhi delle loro mamme, zie o nonne non sapendo quanto, negli anni, è cambiato il modo di intervenire. E’ giusto che invece sappiano, che conoscano le diverse possibilità chirurgiche e soprattutto che non aspettino ad intervenire perché questo va a scapito solo della loro salute.

 

masters-and-sutureNel tuo libro parli dei vantaggi di questa chirurgia meno invasiva. Per quali motivi sostieni questo approccio chirurgico eseguito con il robot?

Oltre al fatto di voler condividere la mia esperienza di medico, da quando applico questo nuovo sistema di intervento, di come ha trasformato l’ attività medica e di come è cambiata la relazione con i miei pazienti. Nel primo capitolo ripercorro un periodo triste delle mia vita e questa premessa è significativa per come sono arrivata ad approfondire queste specializzazioni tecniche .

A causa di colleghi non molto scrupolosi, la clinica dove lavoravo venne distrutta da una serie di problemi finanziari; il direttore, un chirurgo, aveva speso milioni di dollari in attività personali mandando in bancarotta la struttura e lasciandoci senza lavoro.

Mi sono sentita tradita per esser stata cosi ingenua. Questo mi fece perdere la fiducia nell’ essere umano, avevo quindi bisogno di trovare qualcosa nuovo che mi motivasse in modo da ricongiungermi con le mie pazienti in modo diverso; la chirurgia robotica è stato il mezzo perché questo accadesse.

Tecnicamente , avevo già avuto esperienze con la chirurgia “poco invasiva”, dal lontano 2005, ho verificato che questo approccio dava dei vantaggi notevoli, era meno doloroso, accorciava i tempi di guarigione ed essendo meno invasiva i pazienti, solitamente, rischiavano meno complicazioni.

Ma la tecnologia di quel periodo era ormai obsoleta, Non tutte le donne potevano beneficiarne, quelle obese, diabetiche, con pregressi interventi di chirurgie tradizionali o con endometriosi e grandi fibromi sarebbero state poco idonee a sottoporsi all’intervento. La vecchia tecnologia offriva una limitata possibilità di esplorazione al chirurgo, inoltre gli premetteva solo una ridotta serie di azioni operative con gli strumenti all’ interno del corpo del paziente. Invece con il sistema robotico in definizione 3d io posso anche controllare lo strumento chirurgico in modo naturale, con movimenti estremamente precisi.

E’ incredibile vedere le pazienti, dapprima terrorizzate dall’operazione, svegliarsi quasi scioccate da quanto facile il tutto fosse . Vedendo i loro sorrisi ed il loro incoraggiamento era di nuovo bello essere un chirurgo.

Chi dovrebbe leggere il tuo libro?

Sicuramente ogni donna che ha dei problemi ginecologici ed i loro compagni/mariti, così che possano relazionarsi meglio con le loro compagne durante la convalescenza . Ho scritto il libro in maniera comprensibile, come se fossero seduti davanti a me nel mio ufficio, non ce bisogno di avere alcuna nozione di medicina, anche se, a onor del vero alcune infermiere, studenti ed altri colleghi, hanno trovato il mio approccio interessante dal punto di vista tecnico.
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Perché secondo te la consapevolezza del paziente è importante?

Questo è l’aspetto più importante che evidenzio nel mio libro. Ho riscontrato, in anni di esperienza, che tantissime donne ricevono trattamenti sanitari da medici verso i quali non hanno alcuna fiducia, che si vedono prescrivere terapie ed interventi senza una approfondita diagnosi della patologia o, ancor peggio, alcune mie pazienti mi hanno raccontato di aver subito l’isterectomia ma ancora non sanno perché sia stata fatta e, neppure, qual’era l’esito dell’intervento. Quando chiedo se il chirurgo ha dato loro una copia del referto operatorio alcune mi guardano come se fossi impazzita.

Per me è inaccettabile di questi tempi un simile trattamento. Le donne meritano più attenzione, ma tante di loro non sanno come affrontare la situazione con i loro medici, non sanno cosa chiedere, a volte sono troppo traumatizzate dalla sola notizia che non hanno la forza, come tanti pazienti di cercare il medico giusto.

In questo libro voglio che le donne diventino parte attiva nella selezione del medico curante, perché questo dovrà dar loro la forza e la consapevolezza su cosa stanno per affrontare, cosi che siano parte nel percorso di guarigione e non più solo un numero ospedaliero.

Il libro della dottoressa Lynn Kowalsky non è ancora disponibile in italiano ma riteniamo utile indicare i riferimenti per chi desidera maggiori informazioni in merito.

Attualmente, queste tecniche chirurgiche sono oggetto di formazione specialistica ed applicazione anche in Italia.

 

To read more of Dr. Kowalski’s writing and explore her tools for patient empowerment, visit her blog notyourmothershysterectomy.com.

Per saperne di più della Dr.ssa Kowalski visita il suo blog: notyourmothershysterectomy.com

 

 

 

 

 

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