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FIRENZE – HARD ROCK CAFE ABBRACCIA LE ECCELLENZE TOSCANE A CHILOMETRO ZERO

Firenze è tra le prime città al mondo a inaugurare il programma Test Kitchen di Hard Rock International, l’evoluzione culinaria di Hard Rock Cafe. Da ieri nel ristorante-museo di via Brunelleschi è possibile scegliere un qualsiasi piatto del menù tradizionale con la certezza di riconoscere sapori e ingredienti realizzati o coltivati a pochi chilometri di distanza. Dodici Cafe su 178 al mondo, di cui soltanto 3 in Europa, aprono una nuova stagione della storia di Hard Rock Cafe che ha scelto Firenze e la Toscana per la loro “unicità culinaria, i sapori e lo stile”.  Durante il test Kitchen la memo donation di Irene Grandi e l’assegno di 5.000 dollari donati ai bambini di Dynamo Camp.

Sfatiamo un mito. Non è proprio vero che per i Fiorentini Hard Rock Cafe sia un locale per turisti. In realtà molti di essi ci vanno volentieri, vuoi per la musica, vuoi per il bellissimo ambiente – il Cafe di via Brunelleschi, infatti, coniuga l’architettura dello storico Cinema Gambrinus di cui ha mantenuto i marmi, le scalinate, varie statue e il bancone del bar, con meravigliosi cimeli del rock – vuoi per il cibo cucinato al momento, i cocktail, i dolci, quel puro gusto di essere quasi dall’altra parte del mondo pur trovandoti in pieno centro a Firenze, a due passi dal Duomo, in un contest allegro, amichevole e divertente, mai noioso, tra le memorabilia di John Lennon, Prince, Bob Dylan, Madonna, Sting, Elton John, Bruce Springsteen, Aerosmith, The Beatles, U2, The Who, Red Hot Chili Peppers, Jimi Hendrix, Sex Pistols.

Per i Fiorentini “integerrimi”, fino a ieri, il problema era un altro:  “si mangia di molto bene, però non c’è la ciccia”. Dove per ciccia leggi “la carne bona”. In realtà la carne bona c’è sempre stata, visti gli alti standard di qualità imposti giustamente dal brand, ma non era “la ciccia”.

Poi Firenze viene scelta quale unica realtà italiana, su tre europee e dodici nel mondo, a lanciare il Test Kitchen, mercoledì 20 settembre, e il mondo fiorentino “lascia ogni speranza” di possedere la verità entrando al Cafe, nel momento in cui si trova davanti tale signor Stefano Bencistà Falorni, quello della ciccia per eccellenza, della buona tavola e delle antiche tradizioni del Chianti. Quello la cui Finocchiona è l’unica a non farmi rimpiangere la mia adorata soppressa veneta.

Insieme a lui, un manipolo di eccellenze toscane che, quasi a sfidare ogni logica global vs local, entra a far parte dell’universo food di un brand che a livello mondiale conta 178 Cafe dal lontano 1971, anno in cui, a Londra, Isaac Tigrett e Peter Morton aprono a soli 24 anni il primo Hard Rock Cafe.

Oltre all’Antica Macelleria Falorni, classe 1806, che da nove generazioni produce artigianalmente salumi di altissima qualità, con metodi di lavorazione tradizionali e antiche ricette tramandate nei secoli di padre in figlio, in questa che è stata definita l’evoluzione culinaria di Hard Rock Cafe compare la millenaria fattoria Palagiaccio – antico baluardo degli ubaldini da Senni ricordati da Dante nella Divina Commedia – a rappresentare la storia e la tradizione dell’allevamento per la produzione del latte in Toscana e che oggi lavora solo in ambiente agricolo ecocompatibile.  Senza contare la vera birra artigianale,  genuina e totalmente naturale del Birrificio Fiorentino e i prodotti di  MaremmAlta, La Mormoraia, Mukki. Un capitolo a  parte spetta al pane, che sarà anche spesso sciapo, in Toscana, ma è bono da morì.

Insomma, il chilometro zero entra a pieno titolo nel mondo di Hard Rock Cafe. Ed è subito meraviglia tra il consenso generale per la bontà delle pietanze, la scelta degli ingredienti, il buon vino, la birra. Con il Test Kitchen, oltre all’utilizzo generalizzato di ingredienti a filiera corta in tutti i piatti tradizionali, il menu di Hard Rock Cafe Firenze si arricchisce di nuove portate ispirate ai sapori locali. Tra i nuovi piatti il Flocal Legendary Burger, un burger di manzo di prima scelta grigliato da chef Hard Rock Cafe, la tagliata, la Caprese Salad, il tagliere toscano accompagnato da miele e marmellatine – uno dei must con il formaggio, in Toscana, di quelli che quando li conosci non li dimentichi più – e il tiramisù in un barattolino di vetro con tanto di  cucchiaino in cioccolata, che ce ne sarebbero voluti altri due o tre, per finire il dolce.

“Nei suoi 46 anni di storia, Hard Rock Cafe non ha mai smesso di rinnovare il proprio menu, di anticipare e reinterpretare le principali tendenze culinarie, e di trovare sempre modalità sostenibili per l’approvvigionamento degli ingredienti – ha spiegato David Pellow, vice president of Cafe Operations in Europe per Hard Rock International – Il programma Test Kitchen mette sotto i riflettori produttori e fornitori locali in tutte le città, permettendo ai nostri classici piatti di arricchirsi con i tipici e unici sapori del territorio”.

“Attraverso un attento processo di ricerca durato mesi – ha detto Alessio Bisogni, general manager di Hard Rock Cafe Firenze – abbiamo selezionato alcuni fornitori ideali in grado di garantire una produzione responsabile e sostenibile senza trascurare la massima cura degli aspetti ambientali e sociali. Questa selezione è passata attraverso lo studio, la scelta e l’assaggio di centinaia di prodotti, tra carni, formaggi, salumi, verdure, e prodotti da forno, nonché dall’osservazione diretta dei metodi di allevamento degli animali e coltivazione di verdura e frutta”.

Accanto ai nuovi piatti, il menu di Hard Rock Cafe Firenze si arricchisce del Florentini, un cocktail firmato realizzato con Vodka senza glutine, Chianti Classico infuso con tè ai frutti rossi, more e lamponi freschi. Servito in un singolare bicchiere di terracotta ispirato all’orcio, il tradizionale contenitore della tradizione artigianale toscana.

Ma Hard Rock è sinonimo anche di solidarietà. E in quella che è stata una vera e propria festa di sapori, profumi e colori la ciliegina sulla torta è arrivata quando il Cafe di Firenze, cogliendo l’occasione del Test Kitchen, ha consegnato l’assegno di 5.000 dollari donati da Hard Rock Heals Foundation, la Fondazione che sostiene progetti di musico-terapia in tutto il mondo, all’Associazione toscana Dynamo Camp Onlus, che offre sostegno ai bambini affetti da gravi patologie nel periodo di post ospedalizzazione. Secondo il desiderio di Hard Rock di contribuire a guarire il mondo una nota alla volta, la donazione contribuirà a sostenere le attività di Terapia Ricreativa di Dynamo Camp rivolte ai bambini nelle quali la musica ha un ruolo fondamentale e hanno l’obiettivo di allietare il soggiorno dei piccoli ospiti del Camp.

Poteva finire così? Nel momento in cui Ringo e Rudy Zerbi sono presenti all’evento capisci che, forse, nel tempio del rock, sul palco dove ogni settimana si alternano giovani musicisti e artisti affermati, è arrivato il momento di un’altra sorpresa: la rockstar Irene Grandi via video annuncia la sua memo donation ad Hard Rock International, ossia il giubbetto di pelle utilizzato durante il Bruci La Città Tour del 2007-08, riprodotto anche in digitale per l’avatar della cantautrice fiorentina nel videogioco Second Life, donazione che va ad arricchire il patrimonio di oltre 81.000 cimeli appartenenti ad Hard Rock International.

E adesso, cari Fiorentini, appropriatevi definitivamente del più bel Hard Rock Cafe d’Europa. Non ci sono più scuse.

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